Gli scritti dei nostri ragazzi
REBECCA MORBIDELLI
L’EQUITAZIONE
Tutti ne parlano,
molti la criticano,
alcuni la praticano.
Ma che cos’è veramente l’equitazione?
È vero,
non è uno sport...
ma uno stile di vita.
Dove non si ha un “io” ma un “noi”.
Un “noi” pieno di vittorie,sconfitte e persino cadute.
Un “noi” composto da cavallo e cavaliere,
con due menti,
due pensieri,
due corpi 
e due cuori.
Però a questi due cuori accade una cosa strana,
con il passare del tempo...
Questi due cuori riescono a capirsi,
ad accettarsi
e ad amarsi,
fino a diventare una cosa sola.
I cavalieri si allenano,mentre gli altri dormono,
studiano,mentre gli altri escono
resistono,mentre gli altri mollano,
alla fine vivono ciò che gli altri sognano.




COME FARFALLA
Irto d’insidie è il duro percorso,
non hanno cuore le fredde barriere,
la piccola amazzone lo studia a dovere
e con calma apparente sale sul dorso.
 
Sprona decisa la fida cavalla,
ferma, sicura, con provvida audacia,
e sulle barriere con grande tenacia
vola, leggiadra come farfalla.
 
Laura e Cinzia corron veloci,
sono tutt’uno nella vittoria,
oggi per loro è giorno di gloria,
godono entrambe istanti felici.
 
Ma un bel trionfo costa sudore,
gli allenamenti son basilari,
pur gl’insuccessi son necessari,
così le vittorie avran più sapore.
 
Anche la vita vuol questi ingredienti,
van messi in atto con convinzione;
Col grande impegno e tanta passione,
i tuoi anni saranno dei veri portenti.
 
(Daniele Trambusti)




COMPITO DI ITALIANO
08/05/2017
REBECCA MORBIDELLI
1°A
DESCRIVI UNA PERSONA A TUA SCELTA
 
Dato che nei miei temi, parlo spesso di cavalli, oggi volevo descrivere la mia insegnante di equitazione.
Potrei dire che è una semplice istruttrice, ma al contrario penso tutt’altro.
Si chiama Elisabetta Barberi ed è un’insegnante fantastica che ormai conosco da tre anni circa.
Dato che ho preso la “mezza fida” a settembre, ormai è da nove mesi che monto con lei; mi ha dato non solo consigli per andare a cavallo, ma anche consigli di vita.
Elisabetta prima di lavorare al Tir-na-nog, lavorava in un maneggio di Roma, la sua città di provenienza.
Dato che per noi è come una seconda mamma, al maneggio la chiamiamo Ely, che sarebbe il suo soprannome.
Lei pratica equitazione fin da quando era piccola; attualmente ha il terzo grado che serve per saltare ostacoli molto alti e per diventare istruttrice.
Data la sua infinita passione per i cavalli, ha deciso di continuarla, aprendosi un maneggio di nome Tir-na-nog.
Ely è una donna di media età, con una corporatura alta, magra ma muscolosa. Ha i capelli neri, lisci e corti, che le arrivano poco più giù delle orecchie che sono piccole, ma non troppo. Ha la bocca abbastanza piccola, con le labbra rosate, con un naso di media grandezza, proporzionato con il viso. I suoi grandi occhi marroni, sono ogni giorno, sempre di più, pieni di passione che mette in quello che fa. Le sue gambe sono magre  e molto muscolose. Ha un timbro di voce alto se si arrabbia, ma per il resto la sua voce è di media altezza e molto simpatica e scherzosa. Ha un linguaggio molto corretto, poiché, prima di aprire un maneggio faceva la maestra e aveva preso due lauree.
Di solito con noi al maneggio ha un abbigliamento equestre: pantaloni stretti, giacca del maneggio e scarpe da ginnastica. Invece per il resto è molto raffinata ed elegante.
Lei ha un carattere strano, ma fantastico: è molto comprensiva e aiuta molto noi allievi.
Personalmente mi ha aiutato a superare mille paure , dandomi sostegno e convincendomi sempre ad andare oltre le mie paure.
Dato che è un’insegnante, anche molto valida, non può essere sempre come un’amica, così se ogni tanto sbagliamo, per colpa nostra si arrabbia, mentre se sbaglia il pony non si arrabbia.
Ely è per me come una seconda mamma, perché mi aiuta sempre. A lezione oltre ad essere seria su quello che dobbiamo fare, è molto scherzosa; ci fa ridere e si interessa dei nostri pettegolezzi.
Mi ricordo una vola che, invece che dirci “Venite sulle barriere battendo la sella”, disse: “Venite sul salto battendo le mani”. Così giocammo a fare le gare, che consistevano nel battere le mani più volte che si poteva.
Ely oltre ad insegnarci ad andare bene a cavallo, monta anche lei a sua volta. La cavalla che ha attualmente si chiama Cavanta e fino ad ora salta con Ely le (135 -140) cento-trentacinque, centoquaranta centimetri di altezza.
Io personalmente non riuscirei mai a cambiare il mio maneggio, perché amo quel luogo, amo i cavalli e perché “adoro” in tutti i sensi la mia istruttrice.
I cavalli sono per me indispensabili, perché sono animali fantastici, che ti danno tanto affetto e ti aiutano molto. E grazie ad Ely ho capito che dei cavalli non bisogna aver paura, perché se si spaventano è normale: come si fa noi, anche loro si spaventano.



UN CAVALLO CON LE RUOTE
Nelson, non è un ammiraglio
e neppure un gran generale,
nel portamento ha un che di speciale:
per la sua razza l’insolito taglio.
 
E’ un pony diverso per la sua stazza,
alta e robusta la sua dimensione,
sulle barriere con decisione
in gara salta con sicurezza.
 
Or vengo al nodo del mio poema,
per una strana conversazione
che mi ha creato preoccupazione
e pur non volendo ho captato il problema.
 
La mia collega, parlando alla figlia,
le ha detto: - “Al cavallo una sola carota”.
Ed io: “Povera bestia, la pancia avrà vuota
e l’energia poi dove la piglia?”
 
Allora ho pensato ad un comitato:
“Più carote al cavallo,
Più veloce e più bello”.
Ma sono per ora il solo associato.
 
Però, se a Nelson si dan più carote,
avrà tanta forza, sarà più potente,
trionferà in gara in meno di un niente,
un cavallo con zampe simili a ruote.
 
(Daniele T.)


 

EMOZIONI....SALTANDO

scritto da Eleonora Mattesini (2011)

Sento il cavallo fremere sotto di me,

sento il suo respiro veloce,

lo scalpitio dei suoi zoccoli

prima del salto.

Lo sento pieno di adrenalina,

ansioso di mostrare la sua bravura,

di saltare quei 110 centimetri.

Non so come faccia a staccarsi dalla dura terra,

a diventare per un attimo

Pegaso, il cavallo alato,

e volare sopra l'ostacolo,

sfiorandolo appena.

So solo che senza quei muscoli

sotto di me che pulsano,

senza quelle poderose zampe,

sarei come una lumaca senza guscio,

vulnerabile alla dura realtà.


 

ELISA AL SUO IRVINE 2016
 
Ehi campione! Ti ricordi come eravamo piccoli in quel campo immenso pieno di ostacoli che ci sembravano dei giganti e invece erano alti solo 80 centimetri? Eri un cucciolo ma come saltavi? Tu che eri un nanetto mi facevi toccare le stelle con un dito.... Io ero piccola e anche tu ma nonostante tutto eravamo un binomio imbattibile…. anche se qualche volta mi hai fatto qualche scherzetto, ma io ti volevo talmente bene che mi passava tutto subito! Ti ricordi quando sei arrivato? Quello è stato il momento più bello della mia vita: piangevo dalla gioia! Tu per me sei stato, e lo sarai per sempre, il mio piccolo campioncino! Ti ricordi quel giorno, che speravo che non arrivasse mai, quando ti ho venduto per comprare un pony che saltava più alto per continuare la mia carriera? Quanto ho pianto e quando ci penso piango ancora… mi ricordo tutti quei 5 anni passati insieme come se fosse ieri. Io ti ho cresciuto e tu hai cresciuto me, amore mio! Sei la cosa più bella che mi sia capitata nella mia vita! Sarai per sempre nel mio cuore!
Anche se non volavamo come le rondini o come gli aerei il nostro cuore andava piu in alto di tutti ♡
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